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Sprint Room: quando l’innovazione incontra davvero le persone

Settembre 24, 2025

Sprint News

Il 18 settembre alla Camera dei Deputati abbiamo vissuto una giornata che ci ha confermato una cosa fondamentale: l’intelligenza artificiale non spaventa gli italiani, purché sia regolata e orientata al bene comune. È questa la sintesi più autentica di “Sprint Room – L’innovazione amica delle persone”, l’evento che abbiamo organizzato con il patrocinio di Unione Nazionale Consumatori, nell’ambito della Rome Future Week.

Quando mesi fa abbiamo iniziato a progettare questo appuntamento, avevamo una domanda precisa: come far dialogare davvero tutti gli attori dell’innovazione? La risposta l’abbiamo trovata nella Sala del Refettorio della Camera, dove istituzioni, aziende, esperti e cittadini si sono confrontati senza filtri.

Ad aprire i lavori e segnare in qualche modo il percorso della mattinata, Anna Ascani, Vicepresidente della Camera e promotrice del convegno, che ha centrato il punto: “La tecnologia va sempre usata come mezzo e mai come fine, soltanto a scopo di business”. Un principio che abbiamo visto declinato in modo diverso da ogni speaker.

I dati che ci hanno sorpreso

La ricerca “Innovazione Amica” presentata da Gianni Bientinesi di Business Intelligence Group ci ha restituito un’Italia più matura di quanto pensassimo. Gli italiani promuovono l’innovazione quando supporta sanità e ambiente – con i giovani più sensibili ai temi ambientali e gli adulti alla salute. Un dato che ci ha colpito: solo il 26% teme di perdere il lavoro a causa dell’AI, una percentuale inferiore alle aspettative ma che comunque merita attenzione.

Le voci che hanno fatto la differenza

Dopo la presentazione dei dati sul rapporto tra consumatori e innovazione, il primo panel è stato dedicato ai temi della creator economy con Jacopo Ierussi, Presidente Assoinfluencer, che ha sottolineato un aspetto importante: “l’innovazione ha dato vita alla content creation economy, migliaia di professionisti che hanno trasformato la creatività e l’uso delle piattaforme in una leva di crescita spesso anche culturale.”

E proprio ad una rappresentanza di creator (tre dei nostri Sprint People), ha lasciato la parola Ierussi:

Fjona Cakalli, creator esperta di tecnologia, ha smontato la mitologia del futuro tecnologico: “La tecnologia è già presente fra noi, ma è complessa. Bisogna darle il giusto peso”. Sul tema truffe, la sua prospettiva storica è stata illuminante: anche nel Medioevo c’erano le false reliquie, oggi chi truffa agisce sull’aspetto emozionale delle persone.

Più critico sul tema Stefano Rossi psicopedagogista e divulgatore sui social: “Noi non dobbiamo essere amici della tecnologia. Il rischio è che virtuale si mangi la realtà”. La sua provocazione sui ragazzi che perdono creatività con ChatGPT ha acceso il dibattito più intenso della giornata.

A chiudere il panel dei nostri Sprint People, lo psichiatra Valerio Rosso: “L’oggetto in sé non è pericoloso, ma l’uso che se ne fa”. Il parallelo con farmaci come la chetamina – inizialmente demonizzata, poi salvavita se usata correttamente – ha reso tangibile il concetto.

Le aziende oltre il marketing

Il secondo panel della giornata è stato dedicato alle aziende che collaborano con Sprint e che hanno portato la propria testimonianza di innovazione amica delle persone:  Anastasia Buda, Head of ESG, CSR & Internal Communication di Samsung, ha presentato il Manifesto SPRINTech a cui abbiamo collaborato insieme a Unione Nazionale consumatori, ma soprattutto ha ammesso che “l’ignoranza digitale è trasversale, l’unica soluzione è studiare e riflettere”.

Cristina Camilli, Direttore comunicazione di Coca-Cola, ha raccontato senza retorica la policy di marketing responsabile dal 1956: “Non facciamo comunicazione ai minori di 13 anni, per loro serve l’intermediazione dei genitori”. Concretezza che vale più di mille claim.

Filippo De Caterina, Corporate Affairs and Engagement Director di L’Oréal Italia, ha mostrato come il beauty tech possa essere sostenibile, dagli investimenti in startup che producono doccini per risparmiare il 30% di acqua ai virtual try-on che riducono gli sprechi.

Michele Rillo, Chief of Staff and External Affairs Director di iliad, ha ripreso un concetto che è tornato più volte nel corso della mattinata: “Noi siamo impegnati per dare strumenti di difesa alle persone, ad esempio contro lo spoofing, la tecnologia è uno strumento in questo senso, ma la tecnica non è agnostica, la differenza la fanno sempre gli uomini anche con ChatGPT”.

Parola alle piattaforme

Luana Lavecchia, Senior Public Policy & Government Relations Manager Italy and Greece di TikTok, ha introdotto il concetto di “discovery commerce”, dove intrattenimento ebusiness si fondono. “Da noi non serve fare un video da influencer, basta fare contenuti da content creator”. Il progetto con Confartigianato del 2023 ha dimostrato che il “dietro le quinte” funziona più degli spot patinati.

Per Meta Italia, l’impegno tecnologico è per la age verification è prioritario Ma serve anche il contributo dei genitori e una regolamentazione che sia quanto meno a livello europeo

Mattia Tarelli, Government Affairs and Public Policy Manager di Google, ha raccontato del progetto “Costituzione in shorts” in collaborazione con il Quirinale, dove anche il Presidente Mattarella ha commentato con un video su Youtube l’articolo 1 della Costituzione.

Le regole che mancano

Alle parlamentari sedute in sala è spettato il compito di parlare di leggi che favoriscano un uso consapevole della tecnologia. L’Onoreveole Giulia Pastorella ha toccato un nervo scoperto: “Ieri sono state approvate le regole in Parlamento per l’AI, ma la strategia giace come lettera morta”.

La Senatrice Dolores Bevilacqua ha chiuso il cerchio: “Il compito della politica è accompagnare le persone nel cambiamento con regole adeguate”.

Cosa ci portiamo a casa

E’ possibile un’innovazione amica delle persone?

Prendo in prestito le parole di Antonio Palmieri, presidente della Fondazione Pensiero Solido che è intervenuti nel corso della mattinata: “Noi rischiamo di essere schiacciati dalla tecnologia, dobbiamo trovare il tempo di fermarci e di mettere sempre il fattore umano al centro dello sviluppo tecnologico”.

Perché l’innovazione è amica delle persone quando le persone hanno gli strumenti per comprenderla e orientarla. La nostra responsabilità è continuare a creare questi spazi di confronto, perché la tecnologia senza umanità è solo codice.

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