Speaker internazionale, autore di best seller, coach della felicità, Richard Romagnoli ci guida attraverso i sentieri ancora inesplorati della Happygenetica spiegandoci che la risata può essere un potente strumento di trasformazione personale e professionale.
In questa intervista con uno degli Sprint People più amati dalla nostra community, scopriremo un po’ di più su di lui, sul suo rapporto con i social e su come il benessere mentale ed emozionale possa portare ad un business felice.
Esiste il gene della felicità?
Non esiste un singolo “gene della felicità”, ma piuttosto una complessa orchestra di geni che influenzano il nostro benessere fisico ed emotivo. Questa è la vera rivoluzione della Happygenetica: la comprensione che la felicità non è un destino genetico, ma un’arte che possiamo coltivare consapevolmente. Attraverso le pratiche che insegno, abbiamo la capacità di attivare o disattivare specifici geni in grado di produrre quella chimica deputata al benessere del nostro corpo. La Happygenetica è fondamentale perché le pratiche lavorano simultaneamente a livello epigenetico, emozionale ed energetico.
Qual è il tuo rapporto con i social?
Direi stupendo perché non soltanto i social sono un potente mezzo che mi permette di comunicare, ispirare ed educare la mia community ma soprattutto offre la possibilità a migliaia di persone che mi seguono di creare relazioni di valore tra di loro. Stiamo vivendo in un’era in cui stiamo imparando dagli errori del passato a destreggiarci meglio con l’utilizzo dei social. Le persone oggi sono più consapevoli di che cosa rappresentano nella loro quotidianità. Per me i social sono delle aule in cui incontrare persone desiderose di imparare, di crescere e per me di offrire trasversalmente il mio contributo agli altri.
Nella tua vita professionale, oltre al ruolo di autore, coach, divulgatore lavori tanto con le aziende: qual è il valore che l’Happygenetica può portare in realtà proiettate al profitto?
Negli ultimi anni abbiamo assistito ad uno stravolgimento in tutti gli ambiti della nostra vita ed è significativo quanto all’interno delle organizzazioni sempre più “manager illuminati” siano intenzionati a creare percorsi di benessere per i propri dipendenti. Le pratiche della Happygenetica sono fondamentali, ad esempio, per resettare situazioni di forte distress che porterebbero al burn-out ma anche per favorire relazioni più armoniche tra colleghi. Rimettere al centro di ogni attività la persona permette all’individuo di essere maggiormente responsabilizzato a dare il proprio miglior contributo. Quando comprendiamo l’importanza del nostro benessere mentale ed emozionale stiamo creando le basi per un business felice, profittevole e ad alto impatto a favore della società.



