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Riccardo Dal Ferro: il pensiero critico nell’era della distrazione

Aprile 10, 2025

Sprint People

In un’epoca in cui l’attenzione si misura in secondi e la profondità sembra un lusso, Riccardo Dal Ferro, Sprint People conosciuto sui social come Rick DuFer, è un filosofo e scrittore che ha intrapreso una missione che a molti sarebbe sembrata impossibile: portare la filosofia fuori dalle aule universitarie per renderla accessibile e persino avvincente per un pubblico ampio e diversificato.

Creatore del podcast “Daily Cogito” e fondatore della Cogito Academy, Riccardo ha costruito una comunità di oltre un milione e mezzo di ascoltatori mensili, desiderosi di contenuti sostanziali che stimolano la mente e arricchiscono la vita quotidiana.

Lo abbiamo intervistato per esplorare il valore della divulgazione filosofica nell’era dei social, il suo percorso personale dall’accademia alle piattaforme digitali e i suoi progetti futuri per continuare a seminare il pensiero critico in terreni sempre nuovi. Ecco come la filosofia mantiene la sua profondità sui social, evolve oltre l’accademia e cattura l’attenzione di chi cerca valore.

La filosofia è spesso percepita come una disciplina astratta e distante dalla quotidianità, eppure tu sei riuscito a renderla accessibile e rilevante attraverso i social media e i podcast. Quali opportunità vedi nell’utilizzo di questi canali per la divulgazione filosofica e come rispondi a chi pensa che la profondità del pensiero filosofico non possa adattarsi ai formati digitali contemporanei?

La filosofia da sempre si “infila” in ogni interstizio della realtà. Socrate la portò attivamente nelle piazze della propria città, dialogando con la gente comune; Galileo e Leibniz l’hanno integrata nel discorso scientifico, dimostrando che non esiste contrapposizione tra questi due mondi; oggi la filosofia penetra nella genetica, nell’intelligenza artificiale, nella robotica.

Chi crede che la filosofia debba limitarsi a una sorta di astrazione accademica non comprende la sua vera essenza: la filosofia non è semplicemente una disciplina, ma un modo di pensare e di comportarsi. In quanto tale, non esiste ambito dove essa non possa avere un impatto significativo, social media compresi.

I canali digitali rappresentano le nuove agorà, spazi dove il pensiero filosofico può raggiungere chiunque sia in cerca di significato e comprensione più profonda del mondo. Proprio come Socrate portava le sue domande nelle piazze ateniesi, oggi possiamo portare la riflessione critica negli spazi digitali che le persone abitano quotidianamente.

Il tuo approccio alla filosofia è riuscito a oltrepassare i confini accademici per raggiungere un pubblico molto più ampio. Come si è evoluto il tuo percorso personale dalla formazione universitaria alla divulgazione sui social e sui podcast?

Ho sempre avuto uno spiccato interesse ‘maieutico’: discutere la vita umana, attraverso la filosofia, anche con i non specialisti. Nel corso degli anni ho portato questo approccio a teatro, nelle scuole, in ogni contesto immaginabile. Per concretizzare questa visione ho fondato la Cogito Academy, una scuola di pratica filosofica dove centinaia di studenti entrano in contatto con una filosofia che non è solo teorica ma soprattutto vissuta e applicata.

Portare questo atteggiamento nelle piazze virtuali è stata l’evoluzione naturale del mio percorso. Il passaggio dall’accademia ai social media non è stato un abbandono della profondità, ma una traduzione di quella stessa profondità in linguaggi e formati che possono raggiungere chi non frequenterebbe mai un’aula universitaria.

Questa avventura digitale mi ha profondamente trasformato, tanto come professionista quanto come essere umano: ho ampliato la mia consapevolezza sul linguaggio che utilizzo, sulle mie relazioni interpersonali e sono cresciuto moralmente in parallelo allo sviluppo dei miei canali comunicativi.

È stato un percorso bellissimo finora, e credo lo sarà ancora di più per quello che ci aspetta in futuro.

Hai in mente nuovi progetti per il futuro? Come immagini possa evolversi il tuo lavoro di divulgazione in un mondo in cui l’attenzione è sempre più frammentata?

Ma l’attenzione non è frammentata, semplicemente perché “l’attenzione” non esiste. Ciò che chiamiamo “attenzione” è solo il risultato del valore che le persone traggono da quello che stanno ascoltando o guardando. È evidente che i contenuti di mero intrattenimento, i video brevi, i discorsi dimenticabili (che purtroppo oggi rappresentano la vasta maggioranza di quel che viene pubblicato online e non solo) producono una durata di ascolto ridotta: l’utente abituato a questi contenuti superficiali salterà da un video all’altro dopo pochi secondi, perché in quel contesto un contenuto vale l’altro. Ma il mio canale dimostra una tendenza diametralmente opposta: i miei video vengono visti in media per 23 minuti ciascuno e il solo canale YouTube raggiunge un milione e mezzo di ascoltatori mensili. Questo prova che non esiste frammentarietà dell’attenzione quando si offre un contenuto di valore su cui vale la pena soffermarsi più a lungo.

Per questo motivo, da oltre dieci anni realizzo dirette che durano anche due ore e mezza, in cui affronto Kant, la metafisica, la bioetica e innumerevoli altri temi complessi: tratto il mio pubblico come una comunità di adulti che riconoscono il valore di un lavoro intellettuale ben fatto e i risultati confermano questa intuizione.

Se invece trattassimo il pubblico come se fosse composto da bambini in cerca solo di intrattenimento, avremo utenti distratti, svogliati, capricciosi.

Creare contenuti per cervelli pensanti, con costanza e professionalità, anche quando ci sembra che i risultati immediati siano lenti ad arrivare: ecco il segreto per fare filosofia, come si deve, in rete!

Per approfondire il pensiero filosofico con Riccardo Dal Ferro, puoi seguire il podcast “Daily Cogito” sulle principali piattaforme di streaming e scoprire i corsi della Cogito Academy per un approccio pratico alla filosofia contemporanea.

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