Beatrice Flammini, Sprint People, conosciuta sui social come prosopobea, rappresenta un esempio virtuoso di come l’eccellenza accademica possa dialogare con il grande pubblico attraverso la divulgazione digitale. Laureata in Lettere Antiche e specializzata in Filologia Classica presso l’Università di Roma Tre, ha trasformato studi complessi sulla struttura dei dialoghi platonici e sulla teoria delle dottrine non scritte, in contenuti accessibili per chi ama il mondo greco antico ma non ha strumenti specialistici.
Il suo percorso accademico è rigoroso e prestigioso: partita da studi su grammatica storica e dialettologia greca, ha poi orientato le sue ricerche sulla struttura dei dialoghi platonici. Un lavoro di ricerca che richiede anni di studio e che raramente trova spazio al di fuori dell’ambiente accademico. Eppure Beatrice ha scelto di costruire un ponte tra questi contenuti e un pubblico più ampio.
Collabora con l’Università di Roma Tre per i corsi di Master di II livello per Studi Umanistici e con l’AICC (Associazione Italiana di Cultura Classica), per la quale tiene i corsi PCTO per studenti di liceo classico e partecipa all’organizzazione di eventi culturali di rilievo, tra cui le Giornate mondiali del Greco e del Latino.
Ma è sui social che Beatrice ha trovato un modo originale per fare divulgazione, adattando contenuti notoriamente poco fruibili a un pubblico culturalmente interessato ma inesperto. La sfida è complessa: rendere accessibili testi e concetti che richiedono anni di studio senza banalizzarli, mantenendo rigore scientifico e al tempo stesso coinvolgimento.
L’abbiamo intervistata per scoprire come comunica il mondo greco antico attraverso i social, come è nata la sua vocazione per la divulgazione classica e quali progetti ha per rendere Platone e la cultura greca sempre più accessibili.
Divulgare il mondo greco nell’era Digitale: da Platone ai social media
Sui social ti occupi di rendere accessibile il mondo greco antico a un pubblico interessato ma non specializzato. Come riesci a mantenere rigore filologico rendendo questi temi coinvolgenti e quale valore pensi abbia oggi la divulgazione degli studi classici attraverso i social media?
Premetto che io non sono convinta di essere così brava, me lo state dicendo voi! Quello che faccio, ogni volta, è cercare di mettermi nei panni di chi ascolta queste storie per la prima volta, capire cosa può risultare immediato e cosa invece rischia di essere più ostico, selezionarlo e trasformarlo in qualcosa di familiare anche per un orecchio poco allenato.
La divulgazione, in qualunque campo, secondo me è sempre fondamentale. I social hanno certamente dei limiti, ma sono anche un mezzo potentissimo: permettono di raggiungere persone che magari non sapevano nemmeno di essere interessate, ma che scoprono di esserlo proprio grazie a questo tipo di contenuti.
Come è nata la tua passione per gli studi classici e cosa ti ha spinto a dedicarti alla divulgazione, portando contenuti notoriamente poco fruibili fuori dall’ambiente accademico?
La mia passione nasce sui banchi di scuola, mentre preparavo la maturità, lì ho capito che non volevo che il mio rapporto con il mondo antico finisse con quell’esame. La decisione di aprire le mie pagine social è arrivata più tardi, dopo la laurea, nel periodo successivo al covid.
È stata mia madre a suggerirmelo. Spesso mi dicevano che quando raccontavo qualcosa riuscivo a renderla interessante. Così ci ho provato… ed eccomi qui.
Guardando al futuro, come immagini possa evolversi la divulgazione degli studi classici e quali progetti hai per continuare a rendere il mondo greco accessibile alle nuove generazioni?
Premetto che qualche progetto c’è – anzi, qualcuno è già in lavorazione – ma sono scaramantica, quindi per ora preferisco non parlarne.
Quanto al futuro della divulgazione dei classici, non credo che debba essere qualcosa di rivoluzionario, dalla televisione alla radio, la divulgazione è sempre esistita. Quello che cambia sono i mezzi e i social offrono un’opportunità nuova. Secondo me è importante che chi studia queste materie e sente di voler condividere ciò che sa trovi il coraggio di farlo, magari questo potrebbe essere uno stimolo per qualcun altro ad aprire un proprio spazio e raccontare ciò che ha studiato.
Possiamo svelare che hai vinto il Premio Nazionale Comunicazione Costruttiva 2025, promosso dalla Fondazione Pensiero Solido, che quest’anno si concentra sul tema “Comunicare Giovane” (ritirerai il premio il prossimo 2 dicembre a Milano). Cosa rappresenta per te questo riconoscimento e quali sono secondo te gli elementi essenziali di una comunicazione davvero costruttiva quando si divulgano studi umanistici e cultura classica?
Sono davvero felice di ricevere questo premio. Da buona insicura, non ho mai la certezza che quello che faccio lo stia facendo nel modo giusto; per questo vedere che il mio lavoro viene riconosciuto e apprezzato è una ricompensa preziosa.
Per me gli elementi fondamentali di una comunicazione efficace sono chiarezza, coerenza e correttezza – tutte parole con la “C”, ma non l’ho fatto apposta. Più di tutto, però, conta essere convinti di ciò che si dice, e ovviamente aver studiato. Quando si parla con passione, si parla sempre bene.
Segui prosopobea sui social per scoprire che il mondo greco antico non è un museo polveroso ma una fonte viva di pensiero e cultura. Attraverso la sua competenza filologica e la sua capacità divulgativa, potrai avvicinarti a Platone, ai dialoghi filosofici e alla cultura classica con strumenti accessibili ma rigorosi.
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