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Navigare verso il futuro: la storia straordinaria di Marco Trombetti e Isabelle Andrieu tra AI e Oceano

Novembre 26, 2024

Sprint News


In Sprint amiamo raccontare storie di valore, quelle che lasciano il segno. Oggi vi portiamo nel cuore di una straordinaria avventura imprenditoriale, tra intelligenza artificiale e onde dell’Oceano. È la storia di Marco Trombetti e Isabelle Andrieu, co-fondatori di Translated, un esempio unico di innovazione e visione globale. Scopriamo insieme come un’idea può trasformarsi in una rivoluzione che connette il mondo attraverso le lingue.

Immaginate un viaggio che unisce la tecnologia più avanzata e il fascino del mare, in una sfida che mette al centro l’uomo, le sue capacità, e il suo desiderio di superare i limiti. 

Una visione nata da un incontro

Marco e Isabelle si incontrano a Grenoble. Lui, astrofisico romano; lei, appassionata di lingue di Versailles. Dal loro amore nasce un sogno: creare qualcosa insieme che unisse le loro passioni. Nel 1999, con un dominio da 100 dollari e un ufficio improvvisato, danno vita a Translated, diventato oggi uno dei più importanti provider di traduzioni online al mondo, con un fatturato di circa 60 milioni di euro e clienti come Airbnb.

Ma l’inizio non è stato facile. “Le aziende non compravano traduzioni online con le carte di credito“, racconta Marco. Così, con creatività e perseveranza, trasformano i loro siti di contenuti pop in generatori di traffico per il loro progetto principale. È il trampolino di lancio per Translated, che cresce grazie all’uso intelligente delle keyword e alla combinazione tra traduttori umani e supporto dell’Intelligenza Artificiale.

La visione di Marco e Isabelle va oltre il successo imprenditoriale: vogliono usare la tecnologia per migliorare la vita delle persone. Da qui nascono iniziative come Pi Campus, un hub di innovazione, e Pi School, che offre formazione avanzata sull’Intelligenza Artificiale. La loro filosofia è chiara: la tecnologia deve essere un alleato, non un sostituto, dell’essere umano.

La sfida dell’Oceano: senza tecnologia, con il cuore


Questa visione si riflette anche nella loro ultima impresa: il giro del mondo a vela, in una regata “senza tecnologia”. Con due Swan 65 vintage, Marco e Isabelle hanno partecipato alla Ocean Globe Race, una competizione che celebra i 50 anni della Whitbread, la storica regata intorno al mondo. La sfida? Navigare senza GPS, affidandosi solo al sestante e alle capacità umane.

La loro barca, Translated 9, ha vinto le prime due tappe, affrontato tempeste e riparazioni rocambolesche e ha concluso un viaggio epico, senza arrendersi mai anche quando tutto sembrava andare contro di loro. 

Volevamo dimostrare che l’uomo è sempre al centro di tutto“, spiegano. E ci sono riusciti, con un mix di lacrime, risate, fatica e orgoglio.

Un esempio per il futuro

La storia di Marco e Isabelle dimostra che la tecnologia, per quanto avanzata, non può sostituire il coraggio, la creatività e l’intelligenza dell’essere umano. È una lezione che trascende il mondo digitale, arrivando fino alle profondità dell’Oceano.

Guarda qui “Human Touch”, il meraviglioso cortometraggio di Translated che celebra la vita umana e che è stato trasmesso qualche giorno fa in occasione del Premio Vincenzo Dona.

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