Informazione, costanza e passione sono tre degli ingredienti del Digital Journalism Fest (DJF) che nei giorni scorsi si è tenuto a Milano in un pomeriggio denso di contenuti e di ispirazioni sul mondo della comunicazione.
Il DJF (di cui anche Sprint è partner), nato da un’idea del digital journalist, Francesco Oggiano con la direzione dell’esperta di media digitali, Virginia Giammaria, ha scardinato le convenzioni tradizionali, trasportando in un evento fisico le riflessioni e i paradigmi di un modo di fare informazione che fino ad oggi è stato prettamente digitale.
L’obiettivo era creare un ponte tra innovatori del settore e appassionati di informazione; come ha dichiarato Oggiano: “in un’epoca di trasformazioni rapide e di diffidenza verso l’informazione, abbiamo voluto creare un collegamento vibrante tra professionisti, creator e pubblico, per costruire insieme un ecosistema più consapevole e riscoprire la vera bellezza dell’informazione”.
Un programma che ha lasciato il segno
La giornata ha offerto un caleidoscopio di eventi che hanno catturato l’attenzione dei numerosi partecipanti tra addetti ai lavori, appassionati e aspiranti comunicatori.
Splendida padrona di casa, insieme ad un emozionato Oggiano, la giornalista di Sky Tg24 Chiara Piotto. Già dal primo panel si respira aria di nuovo con il confronto tra Riccardo Haupt, Ceo di Chora Media) ed Emanuele Corazzi, direttore di Cronache di Spogliatoio; il tema si fa subito caldo: i social hanno rivoluzionato il modo di fare informazione, ma c’è una cosa che è rimasta invariata e che anzi decide ancora il successo di un format: il valore del contenuto.
Altro tema forte del giornalismo digitale è la newsletter. A parlarne un altro fuoriclasse del mezzo, Nicolas Lozito, che con la sua newsletter “Il colore verde” parla ogni settimana ad un pubblico sempre più nutrito di sostenibilità e crisi climatica.
Come in qualsiasi evento che si rispetti non possono mancare le istituzioni: ma la modalità di intervista al sindaco di Milano, Giuseppe Sala rispecchia perfettamente il mood dell’incontro. Insieme ad Antonio Losito del podcast Tyranny, che ha analizzato con il suo solito acume e ironia i profili social dei leader mondiali, Sala si è messo in gioco, congedandosi con un appello ai social manager presenti: “scrivetemi per proporre nuove modalità di comunicazione, sui social e non solo”, ha chiesto il sindaco.
Dal podcast all’IA, alcuni dei focus
Uno dei momenti più attesi è stata l’intervista a Gianluca Gazzoli, in una veste insolita rispetto a quella a cui sono abituati gli appassionati del suo “Passa dal BSMN”, perché è lui a rispondere alle domande di Andrea Girolami sul “salotto più famoso del web”, come qualcuno, forse un po’ boomer, lo definisce.
In un evento sul digitale, che guarda al futuro, ma anche alle sfide del presente, non può mancare il riferimento all’intelligenza artificiale, protagonista della puntata live del podcast “Sulla Soglia” con Walter Renna (CEO di Fastweb + Vodafone) e Benedetta Giovanola, professoressa dell’Etica dell’AI, che si sono confrontati sulle implicazioni rivoluzionarie dell’intelligenza artificiale nel mondo del lavoro e gli effetti sulla creatività.
Il podcast è centrale anche nella narrazione di Matteo Caccia che racconta le sue storie nella serie “Orazio” e in radio nel suo programma Radio 24: sono due facce della narrazione orale, ma al centro ancora una volta resta il contenuto, come ha rivelato il giornalista sul palco di Base Milano.
Tante domande a raffica per i rappresentanti delle piattaforme social: Linkedin, Meta, TikTok, Spotify e Youtube in una panoramica dei temi più caldi e anche qualche rivelazione su quello che ci aspetta nel mondo della creator economy.
Federica Sanchez e Valentina D’Efilippo hanno lasciato a bocca aperta i partecipanti con la loro presentazione su come dati e design possano “mostrare l’invisibile”, rivelando prospettive completamente nuove sulla realtà che ci circonda.
Tutti a prendere appunti, poi, per i consigli pratici di Edoardo Scognamiglio e Fjona Cakalli con i loro 21 strumenti per creare meglio.
Un finale romantico
Nell’ultima parte del pomeriggio, lo scrittore Raffaele Alberto Ventura insieme al Responsabile Media Relations del Gruppo Unipol, Fernando Vaccarini, hanno posto l’attenzione sul perenne rischio fakenews che viviamo nel mondo digitale (e non solo).
Ultimo speech, prima della festa finale con Bianca Del Balzo, docente della New Media Accademy di Chora e Will Media, che ha raccontato alcune delle caratteristiche dei contenuti video che “spaccano” sui social.
Finale romantico con lo spettacolo “Storie di canzoni Live” di Francesco Oggiano, che ha fatto vibrare le corde emotive dei presenti raccontando come la musica abbia accompagnato e spesso anticipato i cambiamenti della società italiana dal dopoguerra fino ai giorni nostri.
Perché l’effetto wow
Ma cosa ha reso davvero speciale il Digital Journalism Fest, generando quell’effetto WOW che ha lasciato il segno?
Innanzitutto, la capacità di materializzare in uno spazio fisico un universo che normalmente vive solo nel digitale, creando un’esperienza tangibile di concetti e relazioni che di solito restano confinati agli schermi. Un evento che ha abbattuto le barriere tra online e offline, tra teoria e pratica.
L’effetto wow è nato anche dall’autenticità dei protagonisti: vedere Francesco Oggiano emozionarsi sul palco, ascoltare il sindaco Sala chiedere aiuto ai social manager, osservare Gianluca Gazzoli rispondere alle domande anziché porle, sono momenti che hanno rivelato il lato umano di chi l’informazione la crea ogni giorno.
Ma forse l’elemento che più di tutti ha creato l’effetto wow è stato il messaggio di fondo: in un’epoca di sfiducia verso l’informazione, il DJF ha dimostrato che esiste ancora uno spazio per la qualità, per la profondità, per la bellezza del racconto. Ha ricordato a tutti che, al di là degli algoritmi e delle piattaforme, l’informazione resta essenzialmente una questione di contenuto, di relazione umana e di valore.












