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L’Antitrust su influencer marketing: 65mila euro di multa per chi promette “guadagni facili”

Giugno 12, 2025

Sprint News

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha appena chiuso le istruttorie contro sei influencer che promuovevano strategie per ottenere “guadagni facili e sicuri” senza rispettare le regole sulla comunicazione pubblicitaria. Il bilancio: 65mila euro di sanzioni complessive per Luca De Stefani (Big Luca) e Michele Leka, mentre altri quattro creator hanno evitato le multe presentando impegni concreti per cambiare le loro pratiche.

La decisione segna un punto di svolta nel settore dell’influencer marketing: la trasparenza non è più opzionale, ma un obbligo che può costare molto caro se disatteso. 

Il problema di fondo: guadagni facili senza regole

Al centro delle contestazioni dell’Antitrust c’è una pratica tanto diffusa quanto scorretta: la promozione attraverso contenuti che non vengono chiaramente identificati come pubblicitari con il tradizionale hashtag #adv e simili. Gli influencer coinvolti pubblicavano sistematicamente foto e video sui social media offrendo consigli a pagamento per ottenere “importanti guadagni facili”, senza utilizzare alcuna dicitura di advertisement.

Ma il problema va oltre l’assenza di disclaimer pubblicitari. Nel caso di Big Luca, l’Autorità ha accertato anche l’uso di follower non autentici per gonfiare artificialmente la propria popolarità e la diffusione di testimonials e recensioni esclusivamente positive e non verificabili. Una strategia che altera completamente la percezione della credibilità del creator agli occhi dei suoi seguaci.

La risposta costruttiva: impegni concreti per il cambiamento

Non tutte le storie finiscono con una sanzione. Luca Marani, Alessandro Berton, Hamza Mourai e Davide Caiazzo hanno scelto una strada diversa: presentare impegni concreti all’Autorità, che li ha accettati chiudendo i procedimenti senza accertare infrazioni.

Questi gli impegni in campo:

  • Rimozione di tutte le espressioni che enfatizzano guadagni facili o privi di rischi
  • Inserimento di disclaimer pubblicitari chiari e visibili
  • Eliminazione dei follower non autentici dai propri profili
  • Implementazione di sistemi di monitoraggio per garantire l’autenticità della propria audience
  • Adeguamento di tutte le attività online alla normativa consumeristica

Il valore della trasparenza nell’era digitale

Le sanzioni dell’Antitrust evidenziano un problema più ampio che va oltre i singoli casi: il diffondersi di contenuti che promettono “guadagni facili” sui social media. Questo fenomeno, che abbiamo già analizzato nel nostro precedente approfondimento sui “fuffaguru”, prospera su un terreno fertile fatto di scarsa educazione finanziaria e crescente frustrazione economica, specialmente tra i giovani.

I pattern operativi sono sempre gli stessi: promesse di ricchezza veloce, testimonials non verificabili, creazione di falsa urgenza e, soprattutto, l’assenza di trasparenza sulla natura commerciale dei contenuti. Come sottolineato dall’Antitrust, questi comportamenti non solo violano le norme sulla comunicazione pubblicitaria, ma ingannano consumatori spesso privi degli strumenti per valutare criticamente tali proposte.

La vera sfida per il futuro sarà duplice: da un lato, continuare l’attività di vigilanza delle autorità competenti; dall’altro, investire in educazione finanziaria autentica. I social network, se utilizzati correttamente, possono essere preziosi alleati per diffondere cultura finanziaria attraverso professionisti qualificati che informano in modo trasparente, evitando l’approccio sensazionalistico tipico dei “guru” improvvisati.

Solo così potremo costruire un ecosistema digitale dove la fiducia e il valore autentico abbiano la precedenza sulla promessa di guadagni miracolosi.

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