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Giulia Biondi: non siamo un numero sulla bilancia

Gennaio 14, 2025

Sprint People

Esperta di Educazione Alimentare, unendo competenza scientifica e capacità comunicativa, Giulia Biondi ha saputo costruire una community di follower attenti e consapevoli.

La sua missione?

Tradurre la scienza dell’alimentazione in contenuti accessibili e pratici, senza mai sacrificare il rigore professionale. Ha sviluppato il metodo Bilanciamo per aiutare e semplificare l’approccio a una corretta alimentazione, dimenticando l’incubo della dieta e imparando a conoscere alimenti e nutrienti per evitare i problemi derivanti da un cattivo rapporto con il cibo. Frutto della sua esperienza sul campo, questo metodo didattico-educativo rispetta le Linee Guida del Ministero della Salute e prevede una giusta dose d’autonomia nell’individuo, necessaria affinché un’alimentazione equilibrata torni a essere un concetto quotidiano e non eccezionale.

In questa intervista conosceremo meglio Giulia che, attraverso i suoi libri e i suoi canali social, educa il suo pubblico a un rapporto più sereno con il cibo, combattendo false credenze e mode passeggere.

Quali sono le maggiori sfide nel comunicare temi nutrizionali su piattaforme dove circolano molte informazioni non verificate?

È difficilissimo comunicare temi riguardanti la nutrizione sui social. Purtroppo, oggi abbiamo davanti un pubblico molto disorientato perché sui social si trova tutto e il contrario di tutto. Esiste un codice deontologico che richiede di rispettare le linee guida per una sana alimentazione e le evidenze scientifiche nel fare divulgazione, ma sui social si trova non solo il fit influencer di turno o la persona improvvisata, ma anche professionisti che elargiscono proprie teorie, fanno riferimento a studi di scarso rilievo, manipolano la letteratura scientifica a sostegno delle proprie tesi e tutto questo non fa che generare confusione nelle persone che saranno portate a dubitare di tutto quello che scrivi o comunichi e a chiederti “ma è vero che…?”. Io non devo smentire tesi strampalate perché sarebbe come rispondere alla domanda “perché la terra non è piatta”. Io mi attengo alle linee guida e quello che racconto non sono mie idee ma solo ciò che viene supportato da evidenze scientifiche accolte dalla comunità scientifica.

Come hai costruito la fiducia della tua community nel tempo? Quali sono stati i pilastri fondamentali?

Insegnare significa far arrivare dei contenuti e dei concetti alle persone e per farlo non basta sapere. Insegno Alimentazione e Chimica degli alimenti e sono formatore olimpico nazionale, faccio formazione e didattica da 15 anni. Grazie a questa esperienza ho la capacità di comunicare e parlare alle persone come le persone parlano. Con gli utenti dei social non posso usare un linguaggio scientifico e tecnicismi. Io ascolto chi mi ascolta, leggo tutto quello che mi scrivono i follower, cerco di coinvolgerli e cerco di trasmettere loro quello che so (riportando sempre le linee guida per una sana alimentazione) e l’etica con cui svolgo il mio lavoro. In tre parole: competenza, semplicità e ironia che è fondamentale per far rimanere impressi i concetti. In questo modo, nel tempo ho creato una community dotta e interessata che interagisce e che io “ascolto”.

Il valore più importante che trasmetti nei tuoi contenuti è che “dieta” non significa privazione, ma scelta consapevole di uno stile di vita equilibrato. Come sei riuscita a far passare questo messaggio in un ecosistema social che spesso promuove l’esatto contrario?

Cerco di far capire che non bisogna etichettare il cibo in sano e non sano, in buono e cattivo ma che è il complesso dell’alimentazione e stile di vita a determinare ciò che fa bene e ciò che non fa bene. La mia mission è far arrivare le persone a conoscere, la conoscenza porta al buon senso e allo spirito critico che permette di sfatare falsi miti e fake news diffusissimi sui social. Ricordo che i disturbi alimentari sono la seconda causa di morte nei giovani, dopo gli incidenti stradali. Quindi noi divulgatori abbiamo una grande responsabilità!

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