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Donare bene si impara: a tu per tu con l’Istituto Italiano della Donazione

Maggio 29, 2026

Sprint per il sociale

C’è una parola che negli ultimi anni ha perso un po’ di significato a forza di essere usata male: trasparenza. Nella comunicazione, nel non profit, nelle partnership tra aziende e realtà del Terzo Settore, tutti la citano, ma cosa significa davvero, concretamente, per chi decide di donare?

Ce lo ha spiegato Cinzia Di Stasio, Direttrice dell’Istituto Italiano della Donazione, l’organizzazione con cui Sprint ha avviato una nuova collaborazione. E la risposta, come spesso accade con le cose vere, è più semplice (e più esigente) di quanto sembri.

Non basta pubblicare i dati

L‘Istituto Italiano della Donazione nasce nel 2004, fondato da Fondazione Sodalitas e Forum Nazionale del Terzo Settore, con una missione precisa: promuovere la cultura del dono in tutte le sue forme e garantire che le organizzazioni non profit che raccolgono fondi lo facciano con correttezza, credibilità e onestà. Da allora è diventato il punto di riferimento per il settore in Italia, grazie alla Carta della Donazione -il primo codice italiano di autoregolamentazione per la raccolta e l’utilizzo dei fondi nel non profit- e a un sistema di verifiche annuali che porta al rilascio del marchio Donare con Fiducia.

Ma quando chiedi a Cinzia Di Stasio cosa significa davvero essere trasparenti oggi, la risposta va oltre i bilanci pubblicati e i documenti in regola. “Essere trasparenti non significa soltanto pubblicare dati e documenti”, dice, “ma costruire un rapporto continuo e autentico con i propri sostenitori, basato sulla fiducia e sulla condivisione dell’impatto generato.” Il donatore non vuole solo sapere dove sono finiti i suoi soldi: vuole sentirsi parte di qualcosa, percepire che la sua scelta ha fatto una differenza reale.

È una distinzione che sembra sottile ma cambia tutto nell’approccio alla comunicazione.

Come scegliere a chi donare (senza perdersi)

Per chi vuole fare una donazione ma non sa da dove cominciare, IID ha costruito uno strumento concreto: Io Dono Sicuro, un database che raccoglie esclusivamente organizzazioni verificate e certificate. Esiste anche il RUNTS, il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore, dove gli enti hanno l’obbligo di pubblicare bilanci e rendicontazioni “uno strumento utile, spiega Di Stasio, ma ancora poco conosciuto dai donatori nonostante sia operativo da diversi anni”.

Sul sito dell’Istituto si trovano anche le Sette regole per una donazione sicura, una guida pratica per orientarsi prima di scegliere a chi destinare il proprio sostegno. Piccole bussole per navigare un mondo che può sembrare complicato dall’esterno ma che, con gli strumenti giusti, diventa molto più leggibile.

Il Pandoro Gate e le lezioni rimaste

Non si può parlare di trasparenza nel non profit senza nominare il caso che nell’inverno 2023 ha acceso i riflettori su questo tema in modo inaspettato. Il cosiddetto “Pandoro Gate” ha generato dubbi e attenzione verso le iniziative solidali legate a testimonial e influencer. Eppure, come racconta Di Stasio, le indagini condotte nei mesi successivi hanno mostrato che l’impatto reale sulla propensione a donare dei cittadini è stato piuttosto limitato.

“Ciò che è stato realmente messo in discussione è il ruolo dei testimonial e degli influencer nelle campagne solidali, oltre alla necessità di una comunicazione più chiara e trasparente da parte delle aziende coinvolte”, spiega Di Stasio.  “Anche la normativa successiva, che attribuisce precise responsabilità alle aziende profit nel dichiarare in modo esplicito la quota destinata alla donazione, ha contribuito a rafforzare l’attenzione su questi aspetti.”

Oggi le aziende sono certamente più consapevoli dell’importanza di costruire partnership solide e trasparenti con il Terzo Settore, aggiunge la Direttrice: “collaborazioni di questo tipo possono rappresentare un valore importante anche in termini reputazionali, ma se gestite in modo superficiale o poco professionale rischiano, al contrario, di compromettere la fiducia costruita nel tempo.”

Aziende e beneficenza, tema delicato

Ma come si fa a scegliere a chi donare se sei una grande azienda e vuoi impegnarti nel sociale?

Il tema è certamente molto attuale e sempre più presente nel dibattito pubblico, ma, come spiega l’esperta, nella pratica non sono ancora così numerose le aziende che scelgono di costruire collaborazioni strutturate con il Terzo Settore.

“Spesso vengono privilegiate le organizzazioni con una forte identità in termini di immagine e visibilità, mentre è importante lavorare affinché queste collaborazioni coinvolgano anche realtà più piccole e territoriali, che rappresentano una parte fondamentale del tessuto sociale del Paese.

Come Istituto, da tempo affianchiamo le aziende nello sviluppo dei propri programmi ESG, in particolare per quanto riguarda la dimensione sociale. Sappiamo infatti che, anche per un’impresa, non è sempre semplice individuare il partner giusto, comprendere i propri obiettivi e costruire percorsi realmente coerenti ed efficaci.

Negli ultimi anni, però, il rapporto tra profit e Non Profit sta crescendo in termini di qualità, continuità e consapevolezza. La sfida oggi è considerare queste partnership non come iniziative sporadiche o puramente reputazionali, ma come elementi strategici del proprio posizionamento e del proprio impatto sul territorio.

Le aziende stanno progressivamente cambiando prospettiva: il Terzo Settore non viene più percepito soltanto come un soggetto da sostenere, ma sempre più come un alleato con cui costruire valore condiviso e generare impatto sociale concreto.”

Il 4 ottobre e la Liguria Capitale del Dono

Ogni anno, il 4 ottobre, l’Italia celebra il Giorno del Dono, una ricorrenza istituita per legge nel 2015 grazie al lavoro dell’Istituto. Quest’anno, dopo il decennale del 2025 che ha coinvolto oltre 400 enti, più di 100 scuole e 90 tra amministrazioni comunali e imprese in tutto il Paese, il programma si sposta in Liguria, Capitale del Dono 2026.

La giornata di premiazione del contest Donare mi Dona, aperto a studenti di tutta Italia che raccontano la propria idea di dono attraverso video, fotografie, testi, musica, disegni, si terrà il 13 ottobre al Teatro Verdi di Genova, al centro di un mese di eventi e iniziative nelle scuole liguri.

Spiega Cinzia Di Stasio:“vogliamo che il dono venga percepito, prima di tutto, come un atto di libertà, forse il più grande atto di libertà che possiamo compiere, proprio perché non può essere costretto dentro una logica di mercato o di scambio. È un gesto gratuito, autentico e per questo anche profondamente rivoluzionario. Ed è proprio questa forza che vogliamo raccontare e valorizzare attraverso il Giorno del Dono.”

È da questa visione che nasce la collaborazione tra Sprint e IID. Perché raccontare chi fa del dono una pratica – personale, professionale, culturale-  è esattamente il tipo di storia che vale la pena valorizzare.

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