Trasformare le sfide quotidiane della genitorialità in momenti di comicità universale, saper navigare con maestria tra teatro, televisione e social media, utilizzare l’ironia come chiave di lettura della contemporaneità, è il talento multi sfaccettato di Angelica Massera, la nostra Sprint People, attrice e comica, che ha saputo reinventare continuamente la sua carriera artistica, trovando nei social media un nuovo palcoscenico.
Con un percorso che l’ha vista protagonista sui palcoscenici teatrali e in televisione, anche come conduttrice di Striscia la Notizia, Angelica ha scoperto nei social media una dimensione creativa inedita, dove ha dato vita al fenomeno delle “adolesceme” – quelle dinamiche familiari con figlie adolescenti che ogni genitore conosce ma che raramente vengono raccontate con tanta verità e leggerezza.
L’abbiamo intervistata per scoprire come utilizza la comicità per affrontare temi delicati come l’adolescenza, come si è evoluto il suo percorso artistico attraverso diversi media e quali progetti creativi ha in mente per il futuro in un panorama dell’intrattenimento in continua evoluzione.
Dal teatro ai social: Angelica Massera tra comicità, evoluzione artistica e progetti futuri
Sui social media hai creato un format molto apprezzato con scenette che raccontano il rapporto madre-figlia adolescente (la vita con una “adolescema”), toccando dinamiche familiari quotidiane con ironia e verità. Quale valore pensi abbia oggi utilizzare la comicità per parlare di temi così delicati come l’adolescenza?
Innanzitutto ti ringrazio per questa domanda, perché mi capita raramente di poter spiegare le motivazioni dietro questa serie, un aspetto che di solito conoscono solo le persone che mi seguono costantemente. Ho voluto creare questa serie per affrontare l’adolescenza in modo leggero perché, purtroppo, si tratta di un periodo estremamente complicato. Passiamo dall’essere bambini – dove ridiamo, scherziamo, giochiamo senza pensieri – a ritrovarci improvvisamente in quella che Dante chiamava la “selva oscura”. Per me, la selva oscura è esattamente l’adolescenza: dal ridere per tutto al sentirsi arrabbiati, frustrati, all’odiare i genitori, al vedere tutto bianco o nero. È un periodo molto complesso, eppure noto che quotidianamente si tende solo a giudicare e criticare gli adolescenti.
Sentiamo sempre parole pesanti su di loro, dimenticandoci che siamo stati tutti adolescenti. Invece di alimentare questo atteggiamento critico, ho scelto di parlare dell’adolescenza con ironia costruttiva, anche perché è solo un periodo che passa. Perché fare un processo alle intenzioni? Perché continuare a ripetere che ‘i giovani di oggi non vogliono fare niente, sono maleducati’? È un cliché che esisteva già ai tempi di Seneca! È un vizio ricorrente quello di parlare sempre male delle nuove generazioni. Io, invece, ho voluto accendere un faro anche su ciò che c’è di divertente in un adolescente.
Non scrivo di “adolescemi Generazione Z” – anzi, ritengo che la Gen Z sia una generazione brillante, fatta di ragazzi molto svegli. Parlo dell’”adolescemenza” come fenomeno universale, perché è un periodo che attraversiamo tutti. Mi diverte quando leggo commenti del tipo ‘Io non ero così’ o ‘Se mi fossi comportata così, mia madre mi avrebbe dato due schiaffi’… senza commentare il tentativo di normalizzare ancora oggi la violenza fisica, vorrei proprio vedere chi dice ‘io non ero così’!
Stefania Andreoli, psicologa e psicoterapeuta specializzata in età evolutiva e adolescenza, sostiene che l’adolescente sano è proprio questo: ribelle, che “odia” i genitori, scontroso, che vede tutto nero. Dobbiamo farcene una ragione e accettare l’adolescenza senza criticarla, perché ci siamo passati tutti e probabilmente abbiamo fatto anche di peggio, semplicemente ce lo siamo dimenticato.
Quello che posso fare io, come comica, è ironizzare su un periodo che poi passa, far ridere di questa fase. È quello che facciamo tutti noi adulti quando ripensiamo alle nostre adolescenze. Serve più leggerezza, più comicità, si vive molto più serenamente!
Tengo a precisare che io e mia figlia non interpretiamo noi stesse, ma dei personaggi: io rappresento il genitore arreso di fronte all’adolescenza, Martina interpreta l’adolescente per antonomasia. Mi fa piacere ricevere messaggi da madri che si sentono più comprese, ma soprattutto apprezzo i messaggi degli adolescenti che mi ringraziano perché finalmente c’è qualcuno che parla di loro senza criticarli. Una volta ho chiesto spiegazioni su questa reazione e mi è stato risposto: ‘Sì, Angelica, perché di noi adolescenti parlano sempre e solo male, ci criticano e ci giudicano. Noi vogliamo solo essere accettati per quello che siamo’.
Essere apprezzata dagli adolescenti mi conferma che sto facendo la cosa giusta sia per i genitori che per i figli, perché alla fine una risata e la leggerezza sono la medicina migliore!
Il tuo percorso artistico ti ha portata a sperimentare linguaggi espressivi molto diversi: dal teatro alla televisione, fino ai contenuti social. Come si è evoluta la tua carriera e quali sono state le esperienze più formative che hanno definito il tuo stile comico e la tua identità artistica attraverso questi diversi media?
Il teatro è stato il mio punto di partenza, la palestra fondamentale dove ho imparato l’importanza del timing, della presenza scenica e del contatto diretto con il pubblico. Il passaggio alla televisione, in particolare l’esperienza con Striscia la Notizia, mi ha insegnato la sintesi e la precisione. In TV devi essere efficace in tempi molto ristretti, ogni battuta deve essere calibrata, ogni gesto deve avere un senso. Questo mi ha aiutato a raffinare il mio stile, rendendolo più incisivo e diretto. I social media rappresentano l’evoluzione più recente e forse più stimolante del mio percorso.
Il panorama dell’intrattenimento sta cambiando rapidamente, con i social che offrono nuove opportunità creative. Come vedi il futuro del tuo percorso artistico e ci sono progetti o collaborazioni che sogni di realizzare nei prossimi anni?
Oggi il mondo dell’intrattenimento è molto florido e in trasformazione. Le persone hanno sempre più bisogno di ridere, ma la comicità sta attraversando un periodo di evoluzione importante. Il pubblico si è stancato della comicità becera e demenziale e si sta orientando verso forme più intelligenti come la stand-up comedy e verso comici che parlano di attualità piuttosto che perpetuare vecchi stereotipi. È una tendenza che abbraccio completamente, perché credo che la comicità debba essere uno strumento di riflessione oltre che di divertimento, capace di affrontare temi reali con leggerezza ma anche con profondità.
Il mio futuro lo immagino molto simile al mio presente. Non abbandonerò mai il web, a ottobre uscirà un film che ho girato con Max Tortora e Giampaolo Morelli e poi ci saranno ancora il teatro e la tv.
Segui Angelica Massera sui social per scoprire come l’arte possa nascere dalle esperienze più quotidiane e come l’ironia possa trasformare gli episodi della vita di tutti i giorni in momenti di riflessione e condivisione.



